venerdì 31 maggio 2013

In migliaia i milanesi all’addio a Franca Rame al Teatro Strehler


ROMA - Tra gli applausi e cori di 'Bella ciao' è partito il corteo con il feretro dell'attrice Franca Rame si è diretto al Teatro Strehler di Milano. Tra gli altri il giornalista Gad Lerner ha trasportato sulle spalle la bara dalla camera ardente all'auto. Mentre Dario Fo ha seguito il corteo in auto, in prima fila, accanto al figlio Jacopo, c’erano, oltre a Lerner, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, la moglie Cinzia Sasso e lo scrittore Stefano Benni. Alcuni milanesi hanno portato bandiere con il volto di Che Guevara, uno striscione con 'Il quarto Stato' di Pellizza da Volpedo e cartelli con scritte come questa: 'La miglior donna che ci ha rappresentati'.Tantissime persone sono arrivate al teatro, soprattutto donne con indosso qualche indumento rosso come aveva chiesto l'attrice. La camera ardente era stata aperta tutta la notte. Stamattina il feretro è stato portato davanti al Teatro Strehler per l'ultimo saluto. Anche l'addio al Piccolo Teatro era un desiderio di Franca Rame. "E' normale, doveroso - ha spiegato il direttore Sergio Escobar - ed era un suo desiderio. Me l'ha detto Dario quando sono andato a trovarlo". Diverse persone hanno lasciato dei fiori davanti alla bara, qualcuno pure una copia del Manifesto con il titolo 'Bella Ciao'- All'ingresso del teatro i gonfaloni delle istituzioni e tanti fiori sotto una gigantografia di Franca Rame sul palco.

Aveva promesso che sarebbe stato un commiato e non un'orazione funebre. Ed è stato di parola: di fronte alle migliaia di persone riunite davanti al teatro Strehler per l'ultimo saluto a Franca Rame, Dario Fo ha ricordato la moglie interpretando per lei un monologo "pertinente alla situazione drammatica che stiamo vivendo in questi giorni io e Jacopo". La piece, che ieri il premio Nobel aveva postato sul blog dell'amico Beppe Grillo, si basa "su alcuni testi apocrifi dell'Antico Testamento, dove la Genesi è raccontata in modo molto diverso. Da uno di questi testi - ha detto Fo - Franca aveva tratto un racconto che vi voglio far conoscere in anteprima". Il monologo, interpretato come solo Fo sa fare, è una reinterpretazione della creazione di Adamo ed Eva, con la donna creata per prima ed entrambi posti dal Creatore di fronte alla scelta tra due alberi: i frutti di uno danno l'eternità, le mele dell'altro portano alla conoscenza, alla sapienza, al dubbio. Immediata la decisione di Eva: "Dell' eternità non mi interessa, invece conoscere, sapere, avere dubbi mi gusta assai". Come a teatro, Fo ha seguito la regola che vuole che "quando hai concluso non devi dire altre parole".

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