mercoledì 30 aprile 2014

Renzi ha presentato la sua rivoluzione nella PA: 40 giorni per discuterne

ROMA "Tutte le cose che abbiamo promesso le stiamo mandando avanti". Il premier Matteo Renzi lo scandisce, come rierisce Adnkronos, presentando in conferenza stampa la riforma della Pa, dopo il Cdm.
La riforma è un "tassello della sistematica operazione di cambiamento che cerchiamo di realizzare nel Paese" e che "sta rispettando tutte le scadenze che ci siamo autoimposti", mette in chiaro Renzi, sottolineando allo stesso tempo che "una riforma della Pa contro i lavoratori e le lavoratrici ha le gambe corte".
"Mi sentirei di dire - aggiunge - che non c'è un tema esuberi della Pa. La Pa italiana ha una media tra lavoratori e cittadini uguale a quella di altri Paesi Ue". "Noi i risparmi non li vogliamo fare dicendo che eliminiamo 'x' dirigenti ma se metti insieme nella singola realtà territoriale le sedi di tutti gli enti governativi lo sai quanto risparmi?", sottolinea Renzi.
La riforma della Pa "non è un prendere o lasciare, ma la sua filosofia sì. C'è chi lavora bene, sì. C'è qualche fannullone, sì e va stanato. Ma non si può dire che sono tutti fannulloni", spiega il premier.
E indica il timing: prima di approvare la riforma della Pa "abbiamo deciso di aprire una discussione per 40 giorni", con una lettera che il governo invierà a tutti i dipendenti, e "il provvedimento andrà in Cdm venerdì 13 giugno". La lettera è in tre punti: "Capitale umano, taglio degli sprechi e open data".
"Prima di dare via libera al provvedimento vi ascoltiamo, non abbiamo paura di confrontarci", assicura il premier, non c'è "l'idea di un governo arrogante. Se ci sono altre idee le ascoltiamo ma sui contenuti: non dite che siamo arroganti ma che abbiamo torto". "Siamo aperti alla discussione e all'approfondimento con tutti i soggetti coinvolti", ribadisce Renzi, inclusi dipendenti pubblici e sindacati. ''Sarà per noi importante sapere le vostre riflessioni e le vostre critiche. Scriveteci a rivoluzione@governo.it".
Poi, al termine del periodo di ascolto il governo farà "un Ddl o un Dl. Io preferirei non il Dl" dice il presidente del Consiglio.
Illustrando il punto della riforma della Pa sui 'tagli agli sprechi', il premier rende noto che il governo mira a tagliare il numero delle prefetture "a non più di 40" e ad aggregare "oltre 20 enti che svolgono funzioni simili".
Quanto alla riduzione delle prefetture, Renzi dice che dovranno essere presenti solo "nei capoluoghi di regione e in zone strategiche". Inoltre, il premier parla di una "centrale unica per gli acquisti delle forze di polizia e di accorpare l'Aci, il Pra e la Motorizzazione civile".
Quanto alle scuole di formazione della Pubblica amministrazione, dovranno essere accorpate in una sola. Tra gli altri provvedimenti per la lotta agli sprechi della Pa, ci sarà anche "l'accorpamento delle soprintendenze e la riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio" facendo riferimento anche alle molteplici sedi provinciali della Ragioneria generale dello Stato.
Il presidente del Consiglio parla anche della volontà di eliminare "l'obbligo delle aziende di iscriversi alle Camere di commercio", e anche "della razionalizzazione delle Autorità portuali".
Quanto al taglio dei costi dell'energia per le pmi, "siamo pronti a farlo partire, vediamo se subito dopo le elezioni per evitare che sia considerata una misura elettorale".

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